Nuovo blog

24 Marzo 2009 di ludofontana

Venerdi’ prossimo, 30 marzo, avro’ finalmente un blog serio. Ossia un blog vero, non sta cazzata di sito che non aggiorno mai (e non come le altre otto volte che ho aperto un blog per poi non riempirlo piu’ di contenuti). Avro’ un blog sul sito dell’edizione pugliese del Corriere del Mezzogiorno, sito che partira’ appunto venerdi’. 

Mi occupero’ di giovani e Bari. Insomma, mi occupero’ di tutto.

L’unico problema e’ il titolo. All’inizio ho detto di volerlo chiamare Ludovisioni, come questo blog. Ma ora ci sto ripensando. Perche’ questo blog dovrebbe continuare a esistere in qualche maniera. Devo trovare un altro titolo, cazzo. E il migliore che mi viene in mente e’ “Pensieri & Peroni”, che non e’ proprio il massimo della fantasia.

I fantastici anni Sessanta

12 Marzo 2009 di ludofontana

Io stavo solo facendo il mio lavoro. Stavo verificando quali fossero gli eventi previsti nella giornata per poi selezionare quelli che avrei inserito nel carnet degli appuntamenti. Sono pagato per questo, lo devo fare.

 

Tra concerti jazz, rappresentazioni teatrali, incontri su “Fetonte, da Ovidio a Calvino” (a Taranto, venerdi’ 13 marzo, alle 17.30 Museo nazionale archeologico), incappo nella serata “I fantastici anni ‘60″ al Palasport di Altamura. Una mega-serata con Gianni Nazzaro, Tony Dallara, Wilma Goich, Mario Tessuto, Dino.

 

Ora, io lo dico ai colleghi nella mia stanza, che sono piu’ grandi, sapendo che avrebbero sorriso, avrebbero commentato su qualche vecchia canzone, e poi sarei tornato al lavoro.

“Guardate che domani ci sono Gianni Nazzaro, Tony Dallara ecc. ecc.”

 

“Ferma tutto! Questa e’ l’apertura degli spettacoli!”

 

Insomma, alle 19, nel giro di pochi minuti, la pagina degli spettacoli cambia. Si apre con loro, punto. E devo scriverne io. Io, che quando Mario Tessuto cantava Lisa dagli occhi blu mio padre andava al liceo. Io, che non so chi cazzo sono questi.

 

In mezz’ora mi sono tuffato quindi nella musica popolare anni Sessanta. Ho chiamato l’organizzatore del concerto, mi ha spiegato che hanno tenuto nell’aprile scorso in Canada, e, lo scopro adesso, anche nelle scorse settimane.

 

Il Palasport di Altamura e’ un posto da 1500 posti. Millecinquecento persone. Millecinquecento spettatori.

 

Ho scoperto le loro vite su Wikipedia, ho ascoltato le loro canzoni, ho ascoltato i miei colleghi cantare ogni successo di quelli che ormai sono diventati i miei cinque cantanti preferiti.

 

I cinque cantanti canteranno senza orchestra, con una base registrata, tutti i loro successi. Al termine, omaggio con sorpresa a Domenico Modugno.

il guardaroba del teatro

14 Febbraio 2009 di ludofontana

sono a teatro, al piccinni. lascio lo zaino al guardaroba. chiedo alla ragazza quanto devo pagare. “e’ a offerta libera”, risponde, indicando il piattino sotto di lei dove ci sono vari spiccioli e banconote. io allora faccio finta di niente, saluto e me ne vado, vergognandomi come un ladro. cavolo, mi succede sempre quando ti dicono “offerta libera”. e se si offende se metto troppo poco?
se mi dicessero una cifra imposta, non ci sarebbe nessun problema. “devi lasciare 100 euro”, ok, va bene, non lascio piu’ lo zaino. oppure dovrebbero mettere il piatto delle offerte in un luogo nascosto, cosi’ che nessuno possa sapere quanto ho lasciato.
(certo, se avessi lasciato un euro avrei risolto ogni problema)

Fotografa per hobby e finisce in copertina

27 Gennaio 2009 di ludofontana

Lo scorso 10 agosto Alessia D’Urso, 24 anni, barese, era a Urbino per assistere al festival musicale Frequenze disturbate.  Con la sua macchina fotografica ha documentato, come sempre, tutti i concerti che ha visto.  Tornata a casa, ha caricato le immagini nella sua pagina su Flickr, il più diffuso sito al mondo di condivisione foto.

Qualche mese dopo è stata contattata dalla redazione del Mucchio, storica rivista musicale italiana. «Possiamo utilizzare una tua fotografia?», le hanno chiesto. «Certo», è stata la risposta.  Non si aspettava, però, che la foto (in cui è ritratto Mimì Clementi, leader del gruppo rock bolognese Massimo Volume) finisse addirittura in copertina.
«Per la verità, avremmo potuto anche non chiedere nulla all’autrice, ma avvisiamo sempre», spiega Valentina Cassano della redazione del Mucchio.  La fotografia, infatti, era stata inserita su Flickr con licenza Creative commons: con cui l’autore permette a chiunque di utilizzare gratuitamente – e senza chiedere permesso – la fotografia, e in determinati casi anche per scopi commerciali. «È un sistema veramente comodo.  Quando abbiamo bisogno di una fotografia, contattiamo prima l’ufficio stampa, gli artisti stessi e i nostri fotografi.  Se non troviamo nulla, allora cerchiamo su Flickr. È successo così per Alessia: abbiamo trovato per caso la sua fotografia».
«Naturalmente non me lo aspettavo, è stata una bellissima sorpresa», spiega Alessia, studentessa universitaria e impiegata a Bari. «Non sono una fotografa professionista ma una semplice appassionata»; nella sua pagina su Flickr (il suo nickname è «Piumarossa») ci sono ben 456 foto.
Bisogna però fare attenzione.  Senza Creative commons, le foto non posso essere prese. È capitato, ad esempio, che un quotidiano ne abbia pubblicata una senza licenza.  L’autore si è incavolato, e sul suo blog ha scritto: «In fondo alla loro pagina dove compare la mia foto presa senza rispettare il copyright c’è scritto “I diritti delle immagini e dei testi sono riservati”.  Da che pulpito».
Ludovico Fontana
Corriere del Mezzogiorno, 27 gennaio 2009

Il mattino ha l’oro in bocca

21 Gennaio 2009 di ludofontana

Il mio lavoro mi permette di avere le mattine sostanzialmente libere.  Che poi a parte i pochi giorni di ferie che vengono faticosamente concessio debba lavorare sei giorni a settimana per tutto l’anno è un altro discorso. Ma insomma, almeno la mattina è libera.

Io ho da sempre avuto difficoltà a svegliarmi presto. E comunque difficoltà a rendere fruttuose le mattine per studiare, fare sport, volontariato, shopping, qualsiasi cosa. 

 

Oggi è stato uno dei gioni che ero triste perché t ìemevo di avere sprecato la mattina. cioè non avere conosciuto gente, non avere osservato, parlato, imparato. certo, avevo letto un po’ di articoli interessanti sui vari blog, scritto delle mail, fatto un paio di telefonate, ma insomma tutto in casa. Esco, così giusto per prendere un caffè, una scusa per uscire. Casualmente incontro un’amica, un’amica cosmopolita, una di quelle che parlano tre lingue e stanno sempre in giro per il mondo e che ogni volta che la incontri hai voglia di partire per il nicaragua e restarci sei settimane, così giusto per sapere come fanno l’aranciata lì

ci prendiamo il caffè, parliamo di portoghese perché lei vuole frequentare le lezioni di portoghese della facoltà di lingue perché vuole impararlo. così, per cultura, perché poi vuole andare in portogallo e conoscere la lingua dei paesi dove va.

poi la chiama un’amica francese in erasmus a bari. io la seguo, andiamo dalla sua amica. L’amica francese ha bisogno di una mano perché sta facendo una tesina per il corso di storia dell’arte che sta frequentando. io prendo un po’ di focaccia così, per dovere di ospitalità barese.

 

ecco, una mattina perfetta: trovarsi a mangiare focaccia e correggere una tesina in italiano  sulla cattedrale di Le Mans per il corso di laurea specialistica in storia dell’arte in un appartamento che si trova in un palazzo vecchio e bellissimo del centro di bari.

 

e ora, nel pomeriggio, mi trovo al lavoro felice e arricchito.

 

domani sveglia alle 7.

“Mi pago l’affitto con un blog un po’ porno”

20 Gennaio 2009 di ludofontana

Lui sostiene, scherzosamente,di avere scoperto per primo Pop porno, la hit del Genio. In effetti ha segnalato e pubblicato il video il 15 agosto scorso, prima che diventasse un tormentone nazionale. E lo ha pubblicato su un blog molto frequentato che può essere definito – come nella canzone – «un po’ porno». Giuseppe de Filippis è l’admin, cioè il principale collaboratore, di softblog.it, sito che fa parte di blogo.it, società di Milano editrice di 45 blog di informazione quotidiana (da tvblog a polisblog, dedicato alla politica). Su softblog de Filippis segnala e pubblica video e foto erotiche (ieri segnalava un video con la descrizione «Tre amiche, una vasca idromassaggio e tanta voglia di sesso»), notizie curiose (sempre ieri, un sondaggio sui modi più strani in cui possono terminare storie d’amore) e rubriche (come «Il pornazzo della settimana» e «Il cerca pornostar»). Giuseppe, che si firma «Peppi», ha 30 anni ed è di Massafra. Laureato in Scienze della comunicazione, ha insegnato marketing in un istituto tecnico del Tarantino e da un anno e mezzo vive a Budapest, dove lavora nell’ufficio risorse umane di una multinazionale dell’informatica. Lavora con blogo.it da due anni. «Cominciai a collaborare con tvblog, dedicato alla televisione. Poi mi dissero che si era aperto un posto a softblog: cercavano qualcuno che potesse caricare gallerie di immagini. Io presentai la mia idea: rendere il blog più divertente, non solo softcore (pornografia soft) ma anche notizie curiose, recensioni di libri e sexy candid camera. Qualcosa che possa essere letto anche in ufficio. E i visitatori sono aumentati». Ieri, ad esempio, le pagine sono state visitate circa 220mila volte. Peppi collabora ancora con tvblog, con happyblog e con travelblog. «Scrivo ogni giorno da casa, appena tornato dal lavoro, dalle 18 alle 20. Sono pagato a pezzo, per ogni articolo che pubblico». E scrivere per softblog non gli provoca alcun imbarazzo. «Certo, scrivere di sesso non è il massimo del vanto, però con questo lavoro mi pago l’affitto di casa a Budapest. Con gli amici ci scherzo su, magari qualcuno meno aperto di mente mi giudica male. Ma comunque non rubo e non ammazzo nessuno. Anzi, mi diverto: alzi la mano chi non vorrebbe essere pagato per questo tipo di lavoro. E, ripeto, mi ci pago l’affitto».

Ludovico Fontana

Corriere del Mezzogiorno, 20 gennaio 2009

Michele e Simeone, sfida su Facebook

13 Gennaio 2009 di ludofontana

Per farla breve, dicono gli esperti, Facebook permette di svolgere lo stesso lavoro delle vecchie campagne elettorali, solo in modo più veloce ed economico. E quindi non approfittarne sarebbe semplicemente stupido.
La campagna elettorale per le elezioni comunali a Bari del prossimo giugno non è ancora ufficialmente partita. Non si vedono ancora cartelloni né comizi «ufficiali». Ma su Facebook, il social network più frequentato, la sfida è già cominciata. Soprattutto per opera dei sostenitori dei principali candidati. Simeone Di Cagno Abbrescia, ex sindaco, oggi deputato e consigliere comunale del Pdl, candidato dal centrodestra, vi è presente dallo scorso novembre. Michele Emiliano, sindaco uscente e segretario regionale del Pd, candidato del centrosinistra non ha ancora un proprio profilo sul sito ma lo avrà a breve. Su entrambi, però, ci sono decine di gruppi spontanei creati dai fan. Chiunque infatti può creare un gruppo. Su qualsiasi – qualsiasi – argomento: si passa da «Nessuno tocchi Saviano» a «Quelli che manderebbero i tronisti di Uomini e Donne a zappare» a chi si augura la morte di Berlusconi, Veltroni, Topolino e Nonna Papera.

Oltre ai gruppi, su Facebook si possono creare tre tipi diversi di profili: personale (quello che hanno tutti gli iscritti), quello di personaggio pubblico e quello che Facebook ha creato appositamente per i politici.
Per conto di Di Cagno Abbrescia sono stati creati il profilo personale (in cui il deputato ha 532 amici) e uno da politico, in cui ha 654 sostenitori. Chi è suo «amico» (su Facebook) può anche contattarlo via chat. Ottenendo questa risposta: «Salve, sono il responsabile della comunicazione web. Se vuole comunicare con l’onorevole, può inviargli un messaggio privato». A rispondere è infatti Sergio Magliocchi: 27 anni, barese, studi alla European School of Economics tra Bari e Londra, è il general manager della Amors, società di webmarketing e comunicazione. «Stiamo realizzando un innovativo progetto di comunicazione sul web», spiega. Per adesso, fanno sapere dallo staff di Di Cagno, si è in una fase embrionale, di «monitoraggio e ascolto delle richieste che arriveranno dagli iscritti su Facebook». Esistono anche cinque gruppi di sostenitori: il più numeroso («Simeone Di Cagno Abbrescia sindaco di Bari») ha 312 membri, ne segue con 154 iscritti, quindi gli altri tre con 148, 26 e 12 iscritti.
Emiliano non è ancora presente (cioè non è stato ancora creato il profilo personale o la pagina ufficiale come politico), ma è certo che lo sarà. È presente invece una pagina come personaggio pubblico, creata da un suo sostenitore, che ha 1577 «tifosi». Ci sono poi quattro gruppi spontanei: il più numeroso ha 283 iscritti, seguono gli altri con 159, 44 e 16.
Intendiamoci, i numeri non vanno sommati perché una persona può essere iscritta a più gruppi.
Il vantaggio, per il politico e il suo staff, è che in questa maniera si possono facilmente contattare, coinvolgere e conoscere i propri sostenitori. Ovvero, fare esattamente quello che si è sempre fatto. Solo che oggi è tutto più economico.

Ludovico Fontana

Corriere del Mezzogiorno, 13 gennaio 2008

Senza privacy diminuiranno i litigi in mezzo alla strada

10 Gennaio 2009 di ludofontana

Stamattina, appena uscito di casa, vedo due persone che litigano a un incrocio, probabilmente per questioni di precedenza. Da una di queste due auto, ferma al centro dell’incrocio,  esce un signore, che così blocca tutto il traffico.

Il signore si mette a urlare contro la macchina che veniva dalla strada intersecante. “Ma che strilli, c’è lo stop! C’è lo stop! Ma vedi questa stronza!”, poi si rimette in macchina e se ne va. Nella macchina verso cui erano rivolte le sue frustrazioni c’era infatti una donna, da sola.

 

Ho assistito alla scena senza fare niente. Fatti loro, insomma. Però mi sono sentito male: mi ha dato fastidio sentire un signore dare della stronza a un’altra persona. Avrei voluto intervenire, dirgli che non si doveva permettere. Ma in fondo, che cazzo ne so, può darsi che la donna aveva torto marcio.

Il problema, semmai, è un altro.  Non va bene che ci si offenda per la strada. Non posso, la società non lo può permettere.

Che si può fare, allora? Molto. Se tutti sapessimo che i nostri gesti possono essere controllati socialmente e registrati, che tutte le nostre azioni possono essere messe all’attenzione di chi non era presente alla scena, tutti ci penseremmo due volte a dare i numeri in mezzo alla strada.  Se quel signore – ad esempio – fosse un commerciante, probabilmente perderebbe dei clienti se un eventuale filmato venisse diffuso.

Cosa vuol dire: che se tutti noi sapessimo che qualsiasi cosa noi facciamo può essere registrata, tenderemmo naturalmente a calmare i nostri animi. E quel signore, invece che insultare una persona, potrebbe imparare e sfogare le sue frustrazioni nello sport, o nel tifo, o in tutte quelle attività che l’uomo ha inventato per sfogarsi.

Il ragionamento è ovviamente esagerato. Ma credo che per migliorare la società sia necessario migliorare gli struemnti che consentano il controllo sociale.

(è vero che questo apre enormi problemi sulla privacy, però forse dobbiamo abituarci all’idea che la privacy non esisterà più, almeno sarà diversa da quella che intendiamo oggi)

Untitled

5 Gennaio 2009 di ludofontana

Scrivere i buoni propositi per l’anno nuovo e’ una delle azioni meno originali`che possano essere fatte a gennaio. Pero’ e’ utile, checcavolo. Perche’ se ti dai dei propositi, degli obiettivi, puoi evitare il rischio di fermarti. Ecco, i propositi ti ricordano che devi lavorare, ci sono dei progetti, non li devi abbandonare.

E allora, nel 2009 mi devo laureare. Laurea triennale, purtroppo, al quarto anno fuoricorso. Purtroppo perche’ mi sono iscritto all’universita’ come studente/giornalista e non ho mai piu’ smesso di essere questo. E non smettero’ mai, perche’ di sicuro mi iscrivero’ alla specialistica e continuero’ poi a studiare, perche’ i giornalisti devono studiare, e se studi e’ necessario che ci sia qualcuno che verifichi la tua preparazione e quindi devi seguire le lezioni e sostenere degli esami.

Allora, nel 2009 mi devo laureare (mancano due esami difficili piu’ la tesi, massi’ ce la faccio per giugno o settembre).

Poi, continuare a studiare altro, insomma a investire sulla formazione, sullo studio del cosidetto new journalism ma anche sulle dinamiche geoeconomiche dell’africa, ma voglio studiare anche il diritto pubblico dello zimbabwe, la sociologia dei nuovi media, la storia della guinea equatoriale, la teoria dei giochi, tutto insomma.

Eppoi avere a cura la salute eccetera. Un altro proposito: lavorare senza farsi fregare, lavorare bene, lavorare con la passione di chi sa di fare il mestiere piu’ bello del mondo e che non lo cambierebbe per niente.

Eppoi, soprattutto, non avere paura e sconfiggere la pigrizia. Paura e pigrizia sono due caratteristiche che devono essere gestite (perche’ e’ impossibile che vengano eliminate e soprattutto la paura non va eliminate).
e quindi non avere paura di fare brutte figura, non avere paura di buttarsi, affrontare le proprie debolezze, cercare di sbagliare il piu’ possibile in modo tale da imparare il piu’ possibile.

e poi conoscere storie e persone e scrivere, che per questi motivi vivo.

si’, che bei propositi.

E’ con queste cazzate che riapro il blog (chissenefrega), che d’ora in poi sara’ collegato con facebook: ogni nuovo post nel blog diventera’ automaticamente una nota su facebook. cosi’ che tutti i miei “amici” possano leggere.

gia’, gli amici di facebook. ne ho circa 700. molti di loro manco li conosco. alcuni di loro mi stanno sul cazzo. altri li conosco di vista ma se li incrocio per strada non ci salutiamo. altri non li conosco ma sono persone che stimo e che ho aggiunto sperando che prima o poi diventeremo amici davvero. altri sono miei amici veri e mi dispiace che vengano mischiati tra gli amici di facebook. ma tant’e', ormai vi devo tenere tutti.